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Iva : cessazione

Così come previsto per l’inizio e o la variazione dell’attività economica esercitata, il contribuente deve, entro i 30 giorni successivi all’evento che ne determina la cessazione, dichiarare all’Agenzia delle Entrate la chiusura dell’attività. I modelli da utilizzare, a pena di nullità, devono essere conformi a quelli approvati dall’Agenzia stessa e che si ritrovano nel sito istituzionale e sono: • AA9/10, per le persone fisiche; • AA7/10, per i soggetti diversi dalle persone fisiche; • ANR/3, per i soggetti non residenti.

In linea generale, la chiusura della partita IVA non sempre avviene all’atto della cessazione dell’attività da parte del soggetto interessato.
Infatti, è prevista la possibilità che l’Agenzia delle entrate possa procedere d’ufficio alla chiusura delle partite IVA dei soggetti che, sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso, risultano non aver esercitato nelle tre annualità precedenti attività di impresa ovvero attività artistiche o professionali (art. 35, comma 15-quinquies D.P.R. n. 633/1972).
Tale norma è stata resa operativa con il provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 3 dicembre 2019.
Pertanto, è stata definita la procedura che l’Agenzia porrà in essere e gli strumenti che il contribuente ha a disposizione per far valere eventuali elementi non considerati o valutati erroneamente.
In particolare, l’Agenzia invierà una comunicazione all’interessato e questi se ravvisa elementi non considerati o valutati erroneamente, entro 60 giorni dalla sua ricezione, può fornire all’ufficio i chiarimenti del caso.
Da segnalare che la norma di cui si discute si inserisce in un più ampio discorso relativo al contrasto delle partite IVE “fittizie” o aperte ai soli fini evasivi.
Infatti, con il Decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio 2020 (art. 2 D.L. n. 124/2019) è stata prevista l’esclusione dei destinatari di provvedimenti di cessazione della partita IVA, ovvero di esclusione dalla banca dati dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie, dalla possibilità di avvalersi della compensazione dei crediti.
Tale norma fa riferimento al provvedimento dell’Agenzia delle entrate 12 giugno 2017.

Con tale provvedimento, l’Agenzia ha individuato i controlli e definito gli elementi di rischio che possono portare l’ufficio, in caso di esito negativo in merito alla sussistenza dei presupposti oggettivo o soggettivo per l’assoggettamento all’Iva, a notificare un provvedimento di cessazione della partita Iva indebitamente richiesta o mantenuta o di esclusione dal VIES.
Inoltre, sempre in tema di cessazione della partita IVA merita di essere segnalata la risoluzione n. 34/E dell’11 marzo 2019, nella quale sono stati forniti alcuni chiarimenti in merito al comportamento che gli eredi di un professionista deceduto devono tenere, al fine della chiusura della partita IVA.