Il Garante Privacy boccia la fattura elettronica

Il Garante Privacy boccia la fattura elettronica

Con provvedimento del 15 novembre 2018, iscritto al n. 481 del registro provvedimenti, il Garante per la privacy interviene in maniera molto dura, utilizzando per la prima volta la procedura di avvertimento, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate in tema di fatturazione elettronica. Al centro delle criticità proprio “il ruolo” dell’Agenzia che, oltre ad essere “il postino” della fattura elettronica, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Il Garante rileva che non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali. Per il Garante, l’aver progettato e definito la fatturazione elettronica, prevedendo un trattamento obbligatorio, generalizzato e di dettaglio di dati personali, anche ulteriori rispetto a quelli necessari a fini fiscali, relativi ad ogni aspetto della vita quotidiana della totalità della popolazione, non appare proporzionato all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito. Come si legge nel provvedimento, la preventiva consultazione dell’Autorità per la privacy, peraltro stabilita dal previgente Codice privacy e dal nuovo Regolamento Ue, avrebbe potuto assicurare fin dalla progettazione l’avvio del nuovo sistema con modalità e garanzie rispettose della protezione dei dati personali, introducendo misure tecnico organizzative adeguate in tutta la filiera del trattamento dei dati personali per la fatturazione elettronica. (Valeria Nicoletti)