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Agente o rappresentante

Il nostro Codice Civile (art. 1742) definisce il contratto di agenzia come il contratto con cui una parte assume stabilmente l’incarico di promuovere, per conto dell’altra, verso retribuzione, la conclusione di contratti in una zona determinata, ed estende l’applicazione delle norme sull’agenzia (art. 1752) nell’ipotesi in cui all’agente è conferita dal preponente la rappresentanza per la conclusione di contratti. Il Codice Civile prevede quindi una figura unitaria di agente di commercio, che potrà avere o meno il potere di rappresentare il preponente e quindi di concludere contratti in nome e per conto di questo. Gli accordi economici collettivi seguono un’impostazione diversa, intanto perché danno una definizione della fattispecie di tipo “soggettivo”, considerando la figura dell’agente e non del contratto, e poi perché individuano due figure distinte: l’agente senza poteri di rappresentanza e il rappresentante, cioè l’agente munito del potere di rappresentanza.
“È agente di commercio il soggetto incaricato stabilmente da una o più ditte di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona”;
“È rappresentante di commercio il soggetto incaricato stabilmente da una o più ditte di concludere contratti in nome delle medesime in una determinata zona”.
Va comunque tenuto presente che la differenza di terminologia non comporta alcuna conseguenza concreta, essendo la disciplina collettiva identica sia per l’agente, sia per il rappresentante.